Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/24

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12 della geografia di strabone

alla conformità degli accidenti del mare è da preferire la nostra opinione: perocchè i corpi celesti possono attrarre a sè maggiori esalazioni quanto più è copiosa l’umidità sparsa all’intorno della terra1.

Omero poi, come conobbe e descrisse esattamente le estremità della terra abitata e le cose che stanno alla sua circonferenza, così fece altrettanto anche del mare interiore2 . Perocchè a cominciare dalle Colonne d’Ercole<3 lo circondano la Libia, l’Egitto e la Fenicia; poi le spiagge rimpetto a Cipro; quindi i Solimi4, i Licii, i Carii; e dopo costoro il lido ch’è fra Micale e la Troade, e le isole circonvicine, tutte menzionate da lui; come anche ordinatamente annovera quelle che giacciono lungo la Propontide e l’Eussino fino alla Colchide, e della spedizione di Giasone. Ed egli conobbe anche il Bosforo Cimmerio5, giacchè parlò

  1. Strabone appartenne alla filosofia stoica, secondo la quale i corpi celesti nutrivansi delle esalazioni delle acque. Ciò posto è naturale che quanto meno l’acqua del mare è interrotta da istmi e da continenti, tanto più copiosa debb’essere l’esalazione che sollevasi ad alimentare i corpi superiori.
  2. Il Mediterraneo.
  3. Le Colonne d’Ercole sono dette dai moderni Stretto di Gibilterra.
  4. I Solimi abitarono anticamente il monte Tauro.
  5. Cioè lo Stretto di Caffa o di Zabacca, pel quale il mar Nero (lo stesso che il Ponto Eussino) comunica col mare di Azof. Del resto il signor Gossellin ha dimostrato che Omero non parlò dei Cimmerii del Bosforo, ai quali non avrebbe potuto arrivare in un solo giorno di navigazione Ulisse, partitosi da Circe che abitava presso al Capo Circeo nella Campania. I Cimmerii di