Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/25

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libro primo 13

de’ Cimmerii (e certamente non ne avrebbe saputo il nome se di loro medesimi non avesse avuto contezza); i quali al suo tempo, o poco prima di lui, discorsero tutto il paese dal Bosforo sino all’Ionia. Ed accenna anche il clima tenebroso del paese nel quale costoro abitavano, dicendo:

                             La ’ve la gente de’ Cimmerj alberga
                             Cui nebbia e buio sempiterno involve.
                             Monti pel Cielo stelleggiato, o scenda
                             Lo sfavillante d’ôr Sole, non guarda
                             Quegl’infelici popoli, che trista
                             Circonda ognor pernizïosa notte1.

E conobbe anche l’Istro2, avendo fatta menzione de’ Misii, nazione di Tracia che abita lungo quel fiume. Conobbe eziandio la spiaggia marittima che vien dopo, cioè la Tracia fino al Peneo; perocchè nominò i Peonii e l’Ato e l’Assio colle isole adiacenti a que’ luoghi. Appresso viene la marina degli Elleni fino ai Tesprozii, di tutta la quale fece parimenti menzione. Conobbe inoltre

    Omero stavano presso al lago d’Averno. Rispetto poi all’oscurità del clima nota lo stesso erudito avere Omero seguitate nella sua descrizione le idee degli Orientali, che risguardarono sempre le parti occidentali della terra come situate sotto un cielo nebbioso. Gli Arabi, dice egli, danno tuttora il nome di Mar tenebroso all’oceano Atlantico.

  1. Odiss., lib. xi, 15
  2. L’Istro è il Danubio. - La Tracia corrisponde alle province di Bulgaria e di Romelia. - Il Peneo è un fiume della Tessaglia detto ora Salampria. - L’Assio dicesi ora Vardari e gettasi in mare in fondo al Golfo Salonico. - La Tesprozia è nell’Epiro rimpetto a Corfù.