Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/249

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libro secondo 235

scienza perfetta1; sotto il qual nome s’intendono quelle scienze che non si fondano sopra ipotesi, ma dipendono solo da sè medesime, ed hanno in sè stesse i proprj principj e le prove di quanto esse insegnano.

Queste poi sono le cose che la fisica somministra siccome già dimostrate: Il mondo ed il cielo sono di forma sferica: I corpi gravi inclinano verso il centro: La terra trovandosi collocata intorno a questo centro ed essendo sferica anch’essa ha comune col cielo il centro e sta immobile, essa ed anche quell’asse che l’attraversa per lo mezzo in uno col cielo: Ma questo s’aggira intorno alla terra ed all’asse predetto dall’oriente all’occidente, e con lui si movono anche le stelle fisse, colla sua stessa celerità2: Ora le stelle fisse colle rivoluzioni nelle quali son trasportate descrivono cerchi paralleli; e fra questi cerchi i più conosciuti

  1. Letteralmente: la Fisica poi è una virtù (ἡ δέ φυσικὴ ἀρετή τις). Anche il traduttore latino disse virtus quaedam vel perfectio. Gli Stoici chiamavano virtù (ἀρεταὶ) le tre scienze principali, Fisica, Morale e Lagica; e insegnavano che al vero sapiente abbisognavano tutte e tre.
  2. Il testo ordinario legge ὁμοταχεῖς τῷ πόλῳ, cioè: Si movono colla stessa celerità del polo. Ma perchè i poli sono le estremità dell’asse che l’Autore ha già dichiarato immobile, cadrebbe in un’aperta contraddizione se questa lezione dovesse adottarsi, o bisognerebbe dare alla parola polo un significato arbitrario affatto. Quindi gli Editori francesi e poscia anche il Coray lessero invece τῷ ὂλῳ a significare assai naturalmente che le stelle fisse si movono colla medesima celerità colla quale si move il cielo da cui sono strascinate.