Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/266

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
252 della geografia di strabone

degli altri, credendo alle relazioni e secondo quello che ascoltano determinando ciò ch’è da fare. Colui poi il quale stimasse che sappia le cose soltanto chi le ha vedute torrebbe il criterio dell’udito, che pur contribuisce all’acquisto delle cognizioni molto più della vista.

A’ dì nostri possiamo parlare meglio che per lo passato dei Britanni, dei Germani, di quelli che abitano lungo l’Istro al di qua e al di là, dei Geti1, Tirigeti, Bastarni, ed anche di quelli che abitano presso al Caucaso, come gli Albani e gl’Iberi. Così parimente noi possiamo vantarci di migliori notizie intorno alla Battriana e all’Ircania2; le quali ci sono date da coloro che scrissero, come Apollodoro di Artemita, sulle cose dei Parti, e determinarono la posizione di questi due paesi più esattamente che non fecero molti altri. Siccome poi i Romani penetrarono recentemente anche nell’Arabia felice con un esercito di cui era capo Elio Gallo nostro amico e familiare, e i mercatanti di

  1. I Geti occupavano una parte della Moldavia. I Tirigeti stavano lungo il Tyra, ora Dniester; i Bastarni nelle provincie meridionali ed orientali della Polonia: gli Albani nel Sirvan lungo il mar Caspio. (G.)
  2. I paesi di Balk ed il Corcan. Tutto poi questo luogo è assai dubbioso e la lezione non è sincera. Secondo il Casaubono il concetto dell’Autore sarebbe il seguente: Exposita etiam sunt a nobis ea quae de Hyrcania et Bactriana accuratius Apollodorus Artemita quam alii conscripsit. E fonda questa sua interpretazione su quel luogo del lib. xi, dove Strabone, descrivendo l’Ircania e la Battriana, cita frequentemente Apollodoro.