Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/267

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

libro secondo 253

Alessandria navigano con loro flotte pel Nilo e pel golfo d’Arabia insino all’India; così anche questi paesi sono conosciuti da noi meglio che dai nostri maggiori. Quando Gallo pertanto presiedeva all’Egitto, andai io stesso colà, e risalimmo insieme fino a Siene ed ai confini dell’Etiopia, dove mi fu detto che centoventi navi solevano salpare dal porto di Myos alla volta dell’India; mentre per lo passato, sotto i re Tolomei, pochissimi ardivano di navigare in que’ luoghi e trasportarne le merci indiane.

La prima e principal cura pertanto, così rispetto alla scienza, come rispetto ai bisogni dell’uomo di Stato, consiste nel tracciare nel modo più semplice, e per quanto la tavola geografica lo comporti, la figura e la grandezza dei luoghi, sicchè facciasi manifesto quanta e qual parte di tutta la terra sia da ciascuno di essi occupata: perocchè questo è propriamente ciò che appartiene al geografo. Il discorrere poi con esattezza intorno a tutta quanta la terra, od anche soltanto intorno a tutta quella vertebra o zona che già dicemmo, è ufficio d’altra scienza: e così anche l’esaminare se la vertebra sia abitata nell’altro quadrilatero come in quello dove noi siamo; perocchè se mai questo fosse, non sarebbe al certo abitata da uomini che avessero un’origine stessa coi nostri; ma bisognerebbe dire che quella è un’altra terra abitata, siccome è probabile. Or noi dobbiamo parlare soltanto di questa nostra.

La figura pertanto della terra abitata è somigliante a una clamide. La sua maggiore larghezza è descritta da una linea che va nella direzione del Nilo, principiando