Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/269

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libro secondo 255

traversa il Cinnamomoforo. Queste due linee prolungate alle parti orientali ed occidentali fino ai due punti estremi della terra abitata formano una specie di parallelogrammo congiungendosi fra loro per mezzo di altre linee condotte a traverso delle parti settentrionali. Che poi la terra abitata si trovi in questo parallelogrammo è manifesto, perchè nè la sua maggiore lunghezza nè la sua maggiore larghezza esce fuori di quello: e che la sua figura somigli ad una clamide si raccoglie dal vedere che da ogni parte le estremità della sua lunghezza a poco a poco si van restringendo per dar luogo al mare, sicchè se ne menoma la larghezza, come raccontan coloro che navigarono a levante ed a ponente. Perocchè al dir di costoro l’isola denominata Taprobana1, la quale è pur abitata e giace rimpetto all’isola degli Egiziani ed alla terra produttrice della cannella, è molto più meridionale dell’India, ed ha un clima somigliante a quello dei paesi predetti. Le regioni poi vicine alla bocca del mare d’Ircania sono più settentrionali dell’ultima Scizia al di là delle Indie; e l’Ierna ancor più.

Così dicasi anche dello spazio al di fuori delle Colonne, dove il punto più occidentale della terra abitata è quel promontorio d’Iberia cui chiamano Sacro2 ed è situato quasi su quella linea che passa per Gadi, per le Colonne, per lo stretto della Sicilia e per Rodi. Perocchè presso a quel promontorio, per quanto vien det-

  1. L’isola di Ceilan.
  2. Il capo San Vincenzo.