Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/273

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libro secondo 259

queste linee rette si debbano condurre per luoghi conosciuti, noi ne abbiamo già alcune, nelle quali questo requisito si trova; parlo delle due di mezzo che indicano la lunghezza e la larghezza, e delle quali ho parlato già prima. Le altre si potranno facilmente condurre col soccorso di queste: valendoci, per così dire, di siffatti elementi ad ordinare i luoghi paralleli, e determinare gli altri accidenti de’ siti abitabili, o rispetto al rimanente della terra, o rispetto ai fenomeni celesti.

A determinar poi la figura della terra contribuisce principalmente il mare facendo golfi, pelaghi, stretti, istmi, e penisole e capi: e concorrono all’opera anche i fiumi ed i monti, col mezzo de’ quali si divisarono i continenti, le nazioni, le comode posizioni delle città, e tutta quell’altra varietà di cose delle quali è piena la carta geografica. Fra queste v’ha una moltitudine d’isole sparse e negli alti mari e lungo tutta la spiaggia, ciascuna delle quali ha qualche buona o cattiva qualità sua propria, con qualche o vantaggio o danno che le corrisponde, e tutto ciò o per natura o per industria. E poichè le qualità naturali sono durevoli, il geografo deve farne menzione: le avventizie soggiacciono a mutamento; ma nondimeno dobbiamo anche fra queste illustrar quelle che hanno possanza di durare più a lungo, e quelle eziandio che, sebbene passeggere, hanno peraltro una certa celebrità e rinomanza; la quale du-

    presso a poco sotto lo stesso parallelo della tale, e presso a poco sotto il meridiano della tal altra. Metodo lungo e faticoso, di cui pare che Tolomeo pel primo abbia liberata la scienza. (G.)