Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/281

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libro secondo 267

quelle rimpetto alla Caria, alla Ionia e all’Eolia fino alla Troade, cioè Coo, Samo, Chio, Lesbo e Tenedo: e così anche quelle che stanno d’innanzi all’Ellade sino alla Macedonia ed al confine della Tracia, val quanto dire Eubea1, Sciro, Pepareto, Lemno, Taso, Imbro, Samotracia e più altre; di ciascuna delle quali daremo poi una particolare descrizione. Frattanto la lunghezza di questo mare è di circa quattromila stadii o poco più, e la larghezza di duemila. Ed è cinto all’intorno dalle parti dell’Asia già dette, e dalla spiaggia marittima che va dal Sunio fino al golfo Termaico verso settentrione, ed anche dai golfi di Macedonia fino al Chersoneso di Tracia. Da questa parte è l’Eptastadio2 di Sesto ed Abido, a traverso del quale l’Egeo e l’Ellesponto si confondono verso il settentrione con un altro mare detto Propontide, e questo con un altro soprannomato Ponto Eussino.

Quest’ultimo è in certo modo un doppio mare: perocchè verso il suo mezzo si addentrano due promontorii, l’uno dall’Europa e dalle parti settentrionali, l’altro opposto al già detto dall’Asia, i quali restringono il passaggio fra mezzo e fanno quasi due grandi mari. Il promontorio poi dell’Europa si chiama Crio-metopo3; quello dell’Asia Carambi: e l’intervallo che li separa è di circa duemila e cinquecento stadii. Il mare adunque che in conseguenza di questa divisione si trova

  1. Negroponte.
  2. Lo stretto de’ Dardanelli, di sette stadii.
  3. Cioè: Fronte di montone.