Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/282

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268 della geografia di strabone

dalla parte occidentale è lungo tremila e ottocento stadii da Bizanzio alle foci del Boristene, e largo duemila. Quivi è l’isola Leucea1. La parte orientale è oblunga e finisce in un seno angusto presso Dioscuria, allungandosi a cinquemila stadii o poco più: la sua larghezza è di circa tremila. Tutta poi la circonferenza dell’intiero mare è di venticinque mila stadii; e nella sua figura alcuni lo paragonano ad un arco scitico teso: perocchè raffrontano il nervo colle parti destre del Ponto, val quanto dire colla spiaggia che dalla sua imboccatura va fino a quell’intimo recesso dov’è Dioscuria, tuttaquanta un lido con pochi sporgimenti e pochi seni, talchè rende immagine d’una retta: e il restante della circonferenza lo paragonano al corno dell’arco che ha due seni, dei quali il superiore vuol essere un po’ più rotondo dell’inferiore; e così appunto anche questa parte della spiaggia forma due golfi; e l’occidentale è molto più circolare dell’altro.

Al di là del golfo orientale, ma dalla parte che accenna a settentrione, giace la Palude Meotide che ha novemila stadii di circonferenza, o fors’anche qualcosa di più. Essa mette foce nel POnto per mezzo del Bosforo denominato Cimmerio2; e il Ponto poi entra nella Propontide3 pel Bosforo Tracio (così chiamano lo stretto di Bizanzio) di quattro stadii.

  1. Dicevasi anche Isola d’Achille ed Isola dei Beati; ora Isola dei Serpenti, dinanzi alle foci del Danubio.
  2. Lo stretto delle Zabacche.
  3. Il mar di Marmara. Il Bosforo Tracio è il Canale di Costantinopoli.