Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/284

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gran Chersoneso1, con un gran istmo, dal mare vicino a Tarso fino alla città di Amiso ed al campo delle Amazzoni o Temiscira. Perocchè tutto il paese al di dentro di questa linea2 fino alla Caria e alla Ionia ed alle nazioni che si conoscono al di qua dell’Ali, è tutto circondato all’intorno dall’Egeo, e da quelle altre due parti di mare di cui abbiamo parlato: e questo paese anche di per sè solo noi lo chiamiamo Asia3, con nome peraltro comune a tutto quel continente.

A dir breve, il punto più meridionale del nostro mare è il fondo della Sirti maggiore; e dopo di questo Alessandria d’Egitto e le foci del Nilo. Il punto più settentrionale è la foce del Boristene, o quella del Tanai, qualora si voglia aggiungere all’Eussino anche la Palude Meotide, che a dir vero n’è in qualche modo una parte. Il più occidentale è lo stretto delle Colonne: e il più orientale è quel seno già menzionato che finisce a Dioscuria. Ed a torto Eratostene afferma che il punto più orientale sia il golfo Issico. Perocchè questo golfo è sotto il meridiano d’Amiso, di Temiscira, e, se vuolsi, anche della Sidene fino a Farnacia. Ora da questi luoghi andando verso oriente fino a Dioscuria si navigano più che tre mila stadii, ciò che si farà più manifesto quando descriveremo a parte que’

  1. Cioè: Di gran penisola.
  2. Al ponente del meridiano d’Amiso.
  3. Ora dicesi Asia Minore, e questo aggiunto la distingue dal continente intiero. I Greci antichi la dissero anche Anatolia, e i moderni Anadoli; significando con ciò un paese situato all’oriente, rispetto a loro. (G.)