Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/303

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libro secondo 289


Nel Peloponneso, nel mezzo di Rodi, a Xanto di Licia, o forse alcun poco al mezzogiorno di questa città, come anche ne’ luoghi che sono a quattrocento stadii da Siracusa, pur verso il sud, il dì più lungo è di quattordici ore e mezzo equinoziali. Questi luoghi sono distanti da Alessandria tremila e seicento quaranta stadii; e il loro parallelo, secondo Eratostene, attraversa la Caria1, la Licaonia, la Cataonia, la Media, le Porte Caspie e quella parte dell’India ch’è vicina al Caucaso.

Nelle regioni vicine ad Alessandria di Troade2, ad Anfipoli, ad Apollonia d’Epiro, come anche ne’ paesi più meridionali di Roma e più settentrionali di Napoli, il giorno più lungo è di quindici ore equinoziali: e il loro parallelo è distante circa settemila stadii da quello che passa per Alessandria d’Egitto, verso il settentrione; più che diciotto mila dall’equatore, e tremila e quattrocento dal parallelo di Rodi: ed è invece più meridionale di Nicea, Bizanzio e Marsiglia lo spazio di mille e cinquecento stadii.

Di poco più settentrionale è il parallelo di Lisima-

Strabone, tom. II. 19
  1. La Caria corrisponde alla parte meridionale ed occidentale dell’Anatolia vicino all’isola di Rodi. La Licaonia è una parte del Kerman. La Cataonia è compresa nell’Aladulia. La Media è l’Irac-Adjami. Le Porte Caspie sono le Gole di Firouz-Coh. La parte dell’India qui accennata comprende lo Zablistan e l’alto Penj-Ab. (G.)
  2. Ora dicesi Eski-Stamboul. Così Anfipoli è Iamboli, ed Apollonia d’Epiro è Polina.