Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/305

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libro secondo 291

le parti meridionali del Boristene1 e della Palude Meotide; e sono distanti dall’equatore circa trentaquattromila e cento stadii2. Quivi poi quella parte dell’orizzonte che trovasi al settentrione, è rischiarata durante le notti d’estate da un crepuscolo, mentre che il sole tramuta la sua luce dal ponente al levante: perocchè il tropico d’estate s’allontana colà dall’orizzonte sol quanto equivale alla metà ed alla dodicesima parte di un segno; e non più che altrettanto per conseguenza allontanasi il sole dall’orizzonte stesso nel punto di mezza notte. Ma nel nostro paese, quando il sole si trova a questa distanza dall’orizzonte, secondo che ciò accade o prima del suo levarsi o dopo del suo tramonto, produce un crepuscolo nell’atmosfera di levante o di ponente. Nei giorni invernali poi, in que’ luoghi de’ quali parliamo, il sole nella sua maggiore elevazione innalzasi a nove cubiti: ed Eratostene dice ch’essi sono distanti da Meroe poco più di ventitrè mila stadii3: perocchè egli ne conta diciotto mila dal parallelo di Meroe fino all’estremità settentrionale dell’Ellesponto, e cinquemila di quivi fino al Boristene.

Nei paesi distanti da Bizanzio circa seimila e trecento stadii al settentrione della Meotide, il sole nei giorni d’inverno innalzasi il più fino a sei cubiti, ed il giorno più lungo è di diciassette ore. Delle regioni poi che sono

  1. Cioè, l’imboccatura di questo fiume.
  2. Leggasi, circa 34,000, o più esattamente, circa 33,900 stadii. (G.)
  3. Leggasi 23,100; e poco dopo in luogo di 18,000 leggasi 18,100. (G.)