Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/349

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

libro terzo 335

sare Augusto soggiogò i Cantabri e i loro vicini che fino ai dì nostri conservarono il costume del ladroneccio: e i Coniaci e quelli che abitano presso le fonti dell’Ibero, tranne soltanto i Tuisii, invece di depredare come solevano gli alleati dei Romani, ora combattono a pro dei Romani stessi. E Tiberio succeduto ad Augusto avendo mandate in que’ luoghi tre coorti, presidio già da Augusto medesimo divisato, giunse non solamente a renderne pacifici gli abitanti, ma in parte ben anco civili.


CAPO IV.


Detenzione della spiaggia dell’Iberia da Calpe fino a’ Pirenei, e del paese situato al di sopra di questa spiaggia. — Di alcune città dell’Iberia; e digressione sopra Omero e sopra i suoi detrattori. — Cagioni che agevolarono ai Greci e ad altri popoli la conquista dell’Iberia. — Fiumi della spiaggia predetta, ed isole adiacenti. — Due principali montagne nel paese al di sopra di esse. — Nomi delle città e dei popoli che l’abitano e loro costumi. — Produzioni di quel paese. — Come l’Iberia in diversi tempi fisse diversamente divisa.

Rimane ora dell’Iberia quella spiaggia che va dalle Colonne fino a’ Pirenei lungo il nostro mare, e tutto il paese intorno al di sopra di questa spiaggia, irregolare nella sua larghezza, e lungo poco più di quattro mila stadii. E già si è notato che il restante del lido, dalle Colonne al promontorio Sacro è di più che due mila stadii. Dicesi poi che dal monte Calpe presso le Colonne fino a Cartagine Nuova se ne contano due mila o due cento; e che questo spazio è