Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/414

Da Wikisource.
400 della geografia di strabone

uo poi aggiunto anche del proprio e consacratolo insieme per propiziarsi quel Dio ( i ): ed affermano alcuni che Cepione per avere osato por mauo a qnel tesoro finì miseramente la vita, cacciato come sacrilego dalla patria, e lasciando dopo di sè due figlinole, le quali, al dire di Timogene (a), furono svergognate e finirouo turpemente. Ma più ’credibile è ir. ciò il racconto di Posidonio. Secondo lui il tesoro trovato in- Tolosa ascendeva a circa mille e cinquecento talenti, e trovavasi parte riposto nel tempii, parte ne’ laghi sa”ri, non già in moneta coniata, ma in verghe d’oro e d’argento: ma il tempio di Delfo ( egli dice ), quando ebbe luogo la spedizione dei Galli, non avea più di così fatte rie jhezze, delle quali avevaulo già spogliato i lìocesi (3) nella guerra sacra. Che se pnre. una qualche parte ve ve fu trovato, dovette esser divisa fra molti. Oltreché non par verisimile che i Tettosagi se ne tornassero sani e


(■) Giustiilo racconta che i Tettosagi ritornati da qnella spedizione a Tolosa loro patria, furono assalili da un morbo pestileuiiale, del quale non poterono liberarsi per consiglio dei loro indovini, se non gettando nel lago di quella. città tntto l’oro e l’argento che vi ave.’«n portato. (Ed. franc., (?) Costui avea scritta la storia dei Galli. La sua opera, della quale fa menzione anche Ammiano Marcellino, andò perduta. (5) Gli abitanti delle Focide eccitati alla guerra da uu decreto che gli ainfìzioni avevano scagliato contro di loro, furono poi ol’bl gali di manométtere i tesori del tempio per sostenerne le spese. L’oro e l’argento ch’essi ne tolsero si £a ascendere a i o,ooo talenti, vai quanto dire a 53 milioni di franchi. ( Ed. frane. )