Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/418

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404 della geografia di strabone

beri. Hanno per confine il fiume Garonna, abitando nello spazio compreso tra questo fiume e i Pirenei. Sono poi le popolazioni aquitane in numero più di venti, ma piccole e senza celebrità. Le più di queste popolazioni abitano lungo l’Oceano; le altre stanno infra terra, e tengono le estremità delle Cevenne fino al paese dei Tettosagi. Siccome poi era una troppo piccola cosa questa regione, perciò le aggiunsero anche il territorio compreso fra la Garonna e il Ligeri. Questi fiumi sono quasi paralleli ai Pirenei, e forman con essi due parallelogrammi, circondati negli altri fianchi dall’Oceano e dai monti Cemmeni1: entrambi poi si possono navigare per lo spazio di circa due mila stadii. La Garonna, accresciuta da tre fiumi2, sbocca in mare dalla spiaggia posta fra i Buturigi soprannomati Vibisci, e i Santoni, due popoli galatici. E questa gente de’ Biturigi è la sola straniera che si ritrovi fra gli Aquitani, coi quali poi non è punto immedesimata. Essa ha un emporio in Burdigala3 sulla sponda di un lago marino formato dalle bocche della Garonna. E il Ligeri mette foce fra i Pictoni e i Namneti4. An-

  1. Strabone si fonda sempre sulla supposizione che i Pirenei si stendano dal mezzodì al nord; che in questa direzione medesima si muovano la Garonna e la Loira; che le Cevenne vadano da ponente a levante; e che le coste della Gallia partendosi da’ Pirenei si elevino a poco a poco verso il nord, curvandosi molto all’est. (G.)
  2. L’Arriége, il Tarn e la Dordogna. (G.)
  3. Bordeaux.
  4. Poitiers fu la capitale dei Pictoni o Pictavi: e Nantes quella dei Namneti. (G.)