Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/419

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libro quarto 405

ticamente v’ebbe su quel fiume una città di commercio detta Corbilona. Polibio, nel far menzione delle cose favoleggiate da Pitea, ebbe a dire che «nessuno dei Marsigliesi venuti a parlamento con Scipione seppe dire qualcosa che fosse degna d’attenzione rispetto alla Britannia, di cui Scipione medesimo avevali domandati, e nemmanco rispetto a Narbona ed a Corbilona, le quali eran per altro le migliori città di que’ luoghi: ma Pitea solo osò spacciarne parecchie menzogne.» La città dei Santoni poi è Mediolanum1.

Quella parte dell’Aquitania ch’è lungo l’Oceano è per lo più arenosa e magra; gli abitanti si nutrono di miglio, non essendo quel suolo molto ferace di altri frutti. Quivi è anche quel golfo di mare ond’è formato l’istmo che risulta da questo e dal golfo Galatico2 della costa narbonese, del quale porta poi anche il nome. Abitanti di quel golfo sono i Terbelli, appo i quali si trovano miniere d’oro tenute in pregio sopra quante se ne conoscono. Perocchè in fosse di poca profondità si trovano masse d’oro voluminose quanto la capacità d’una mano, alle quali poi qualche volta non fa mestieri se non di poca purgazione: il resto è arena e glebe, le quali anch’esse richiedono poco lavoro. Le parti poi dell’Aquitania mediterranee e montuose hanno miglior terreno. Verso i Pirenei è la provincia de’ Conveni (cioè de’ ragunati) dove si trovano la città di Lugduno e le terme degli Onesii bellissime con acqua

  1. Μεδιολάνιον, ora Saintes.
  2. Il golfo di Guascogna e quel di Lione.