Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/447

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libro quarto 433

spiaggia da Monaco fin alla Tirrenia è senza interrompimenti e senza porti, tranne qualche piccolo sito da approdar navi e gettare ancore: e le sono imminenti grandi dirupi di montagne, che lasciano appena un angusto passaggio lungo il mare. So quella spiaggia abitano i Liguri, i quali vivono per lo più di pecore, di latte e d’una bevanda fatta coll’orzo, coltivando i luoghi lungo il mare quasi tutti montuosi. Quivi si trovano selve abbondanti di legname acconcio alla costruzione delle navi, e con alberi di tal mole che qualche volta hanno nn diametro di otto piedi. Ed alcuni di questi alberi somministrano un legno che per la varietà delle vene non è punto meno del cedro opportuno a farne delle mense. Portano dunque cotesto legname nell’emporio di Genova, e così fanno anche delle pecore, delle pelli e del mele; e ne ricevono in cambio olio e vino d’Italia: perocchè quel poco vino che si fa nei loro paesi sa di pece e riesce aspro al palato. Quivi poi trovansi ginni, che sono piccoli cavalli, e muli, e tonache e saj ligustici: e v’abbonda anche il lingurio, denominato da alcuni elettro. Nella guerra poco si valgono della cavalleria, ma hanno buoni fanti così di leggiera come di grave armatura: e perchè hanno scudi di rame ne traggono alcuni argomento per crederli elleni.

Il porto di Monaco poi è siffatto che non vi possono approdare navi in gran numero nè molto grosse, e v’ha un tempio d’Ercole soprannomato Monoeco1; e per

  1. Monoeco vale che abita solo, il qual nome fa dato (dice
Strabone, tom. II. 28