Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/80

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68 della geografia di strabone

A confutar Cratete sarebbe dunque mestieri di un lungo discorso, e forse non punto giovevole al presente. Di Aristarco poi questo loderemo, ch’egli rigettò l’ipotesi di Cratete, suscettiva di molte obbiezioni, e sospettò che Omero abbia parlato della nostra Etiopia: ma conviene pigliare in esame ciò ch’egli soggiunge. E prima di tutto egli pure inutilmente discende a piccole mutazioni del testo, mentre anche la lezione ch’egli ricusa potrebbe adattarsi alla sua interpretazione. Perocchè qual v’ha differenza se dicasi: Due sono i popoli Etiopi a noi conosciuti; o se a questo si aggiunga: Gli uni verso levante, gli altri verso ponente? Appresso egli pone un falso ragionamento: giacchè poniamo pure che Omero abbia ignorato l’istmo (di Suez), e che abbia voluto alludere a quell’Etiopia ch’è vicina all’Egitto allorchè disse:

                             . . del mondo ai confini, e alla remota
                             Gente degli Etiopi in duo divisa;

ma non è forse quel popolo realmente diviso in due? come dunque il poeta si sarà espresso di questo modo soltanto per ignoranza? l’Egitto e gli Egizii, cominciando dal Delta fino a Siene non sono forse divisi in due dal Nilo, sicchè gli uni guardano a quella parte d’onde il sol leva, e gli altri a quella dov’esso tramonta? E veramente, qualora si eccettui l’isola formata dal fiume e bagnata dalle sue acque, che altro si può dire dell’Egitto, se non ch’esso è situato lungo il Nilo, a levante e a ponente1? L’Etiopia poi si distende nella dire-

  1. Il testo secondo la comune lezione è sospetto. Io ho seguitata la versione francese e il testo del Coray.