Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/91

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

libro primo 79

acque piovane1 sono ingrossati. Quello poi ch’è nome comune diventa particolare quando si applica per eccellenza ad un oggetto solo: però l’aggiunto di disceso da Giove applicato al torrente suona tutt’altra cosa da quando è applicato ad un fiume perenne: e rispetto al Nilo viene in certo modo ad esser detto con doppia forza particolare: perocchè siccome vi hanno alcune iperboli di iperboli, come chi dicesse che qualcosa è più lieve che l’ombra del sughero o che un uomo è più timido di una lepre frigia, o che un campo è più piccolo di una lettera laconica; così dando al Nilo il nome di disceso da Giove si viene a raddoppiare l’antonomasia. Il torrente a dir vero supera gli altri fiumi rispetto alla qualità di esser disceso da Giove; ma il Nilo vince poi anche i torrenti rispetto al suo grande gonfiarsi, alla copia delle acque, ed alla durata delle inondazioni. Laonde poichè la natura di questo fiume era nota al poeta, come noi difendendolo abbiamo provato, perciò quando egli adopera parlandone l’epiteto di disceso da Giove, non dobbiamo interpretarlo diversamente da quello che or ora abbiam detto. In quanto poi all’avere parecchie bocche che mettono in mare, è questa una qualità comune

  1. L’epiteto διιπετέας dato ai fiumi da Omero ha le sue radici in Ζεὺς, Giove, Cielo, ed in πίπτω cadere, e perciò appartiene particolarmente ai torrenti che si formano dalle acque piovane, nè scorrono se non quando piove, siccome indica il greco nome χειμάῥῥοι. Poco dopo Strabone stesso dice che rispetto alla qualità di essere disceso da Giove o caduto dal cielo il torrente la vince sui fiumi.