Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/97

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libro primo 85

Qui dunque ogni cosa sarebbe piena di enigmi1. E se poi Omero afferma che l’istmo un tempo fu coperto dalle onde, quanto maggiore credenza non daremo noi alla sua asserzione che gli Etiopi fossero in due parti divisi, dacchè trovavansi separati da tanto mare? Ma quale guadagno2 poteva trarsi dagli Etiopi abitanti fuor dello stretto e lungo le coste dell’oceano? mentre i compagni di Telemaco ammirano gli addobbi della reggia di lui, fan menzione

                   Di rame, argento, avorio, elettro ed oro3

ma di nessuna di queste cose, fuor l’ebano solamente, v’ha copia presso gli Etiopi, i quali sono per la maggior parte manchevolissimi di tutto ed erranti. - Sì certo; ma eran presso l’Arabia e i paesi che van fino all’India: e l’Arabia sola fra tutte le regioni si chiama felice: e l’India, sebbene non sia così espressamente denominata, viene peraltro creduta e descritta come felicissima. - Ma Omero non ebbe contezza dell’India; perocchè conoscendola l’avrebbe menzionata; e quell’Arabia che gli uomini d’oggidì chiaman felice non era già ricca a’ suoi tempi, ma sibbene manchevole d’ogni

  1. Se Menelao dal Mediterraneo in cui navigava doveva essere trasportato alle estremità occidentali, e lo stretto di Gibilterra fosse stato chiuso, come Eratostene afferma, ogni cosa era piena di enigmi.
  2. Omero ci fa intendere che Menelao ne’ suoi viaggi cercava que’ luoghi dai quali potesse commerciando ritrarre qualche vantaggio.
  3. Odiss., lib. iv, 73.