Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/98

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86 della geografia di strabone

cosa; e nella maggior parte1 era composta d’uomini abitanti sotto le tende (sceniti): e piccola è quella che produce gli aromi, dalla quale poi il paese ha ricevuto quel soprannome; per essere quella merce rara presso di noi e perciò preziosa. E se al presente gli Arabi sono nell’abbondanza e arricchiscono n’è cagione l’assiduo e copioso commercio; ma allora non è probabile che così fosse. Col mezzo poi di questi aromi un mercatante o un guidator di cammelli avrebbe potuto arricchirsi: ma a Menelao bisognava invece o spogliare alcuni re e potenti od essere da loro presentato, trovando chi avesse che dargli, e volesse regalarlo per la sua celebrità e pel suo splendore. Ma gli Egizii invece e gli Etiopi e gli Arabi vicini non erano nè così pienamente poveri, nè così stranieri alla gloria degli Atridi, principalmente a cagione della ben riuscita guerra di Troia; sicchè Menelao poteva nutrire speranza del loro aiuto. Così troviamo detto della corazza di Agamennone:

                   . . . . . . . . . Una lorica al petto
                   Quindi si pon, che Cinira gli avea
                   Un dì mandata in ospital presente2.

Oltre di ciò si vuol dire che il maggior tempo del viaggio fu consumato da Menelao ne’ paesi della Fenicia, della Siria, dell’Egitto, della Libia, nelle spiagge di Cipro, e in generale lungo la nostra costa marittimae le nostre isole3. Perocchè quinci egli poteva ritrarre

  1. Leggo col Coray ἡ πολλὴ αὐτῆς, invece della comune lezione ἡ πόλις.
  2. Il., lib. xi, 20.
  3. Intende le coste e le isole del Mediterraneo, che Strabone denomina spesso nostro mare.