Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/138

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della geografia di strabone 129

dell’Inaco. Perocchè Sofocle dice ch’esso discende dal sommo del Pindo e del Lacmo, e dal paese de’ Perrebii va tra gli Amfilochi e gli Acarnani; si mescola colle acque dell’Acheloo; poscia (soggiunge) attraver sando i flutti va ad Argo ed al Demo detto di Lurcio, Alcuni poi spacciano anche maggiori meraviglie dicendo che l’Inopo viene dal Nilo a Delo. E Zoilo il retore, nell’encomio che scrisse per quei di Tenedo, afferma che l’Alfeo ha di colà il suo principio; e non dimeno accusò Omero come narratore di favole. Ibico poi dice che l’Asopo, fiume della Sicionia, vien dalla Frigia. Ma Ecateo più ragionevolmente di costoro asserisce che quell’Inaco il quale va tra gli Amfilochi e discende dal Lacmo, d’onde viene anche l’Ea, è tutt’altro dall’argolico; che ricevette il suo nome da Amfiloco, da cui anche la città d’Argo fu soprannomata Amfilochia; e soggiunge che va a gettarsi nell’Acheloo, mentre l’Ea per lo contrario scorre ad Apollonia verso occidente. Dall’una parte poi e dall’altra di Orligia trovansi due grandi porti, il maggiore dei quali abbraccia ottanta stadii.

Augusto pertanto ristaurò Siracusa e Catana, e così parimente anche Centoripa, la qual gli giovò mollo nella rovina di Pompeo. Questa città è situala al di sopra di Catana contigua a’ monti Etnei ed al fiume Simolo1, che scorre pel territorio di Catana stessa. Degli altri lati della Sicilia quello che stendesi da Pachino al Lilibeo fu intieramente abbandonato; e solo

  1. La Giaretta.