Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/157

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libro sesto 149

contro il levante d’inverno; se non che si converte alcun poco verso il Lacinio all’occidente, e chiude eoa quello bocca del golfo tarentino. Così parimente anche i moni. Ceraunii si piegano a formare la bocca del golfo Ionio la cui apertura è di circa settecento stadii, cominciandosi dal detto promontorio Japigio fino ai Ceraunii ed al capo Lacinio. Navigando lungo la costa da Taranto verso Brentesio v’hanno seicento stadii per giungere alla piccola città di Bari. I moderni la chiamano Vereto: giace nell’estremità del territorio Salentino; e per andarvi da Taranto il viaggio è in gran parte più facile per terra che per mare’. Da Bari a Leuca1 contansi ottanta stadii; ed è anche questa una piccola città nella quale si mostra una sorgente d’acqua di cattivo odore: e favoleggiano che i Giganti detti Leuternii vinti a Flegra nella Campania e perseguitati da Ercole furono in questo luogo inghiottiti sotterra, e che dal lor putridume l’acqua della fontana contrasse questo fetore. Quindi poi (aggiungono) quella spiaggia fu anche della Leuternia.

Da Leuca alla piccola città d'Idrunte2 sono centocinquanla stadii: di quivi a Brentesio quattrocento, e altrettanti fino all’isola di Saso3 la quale può dirsi fondata in meno allo spazio ch’è dall’Epiro a Brentesio. Quindi coloro che non possono fare una navigazione diretta piegansi alla sinistra di Saso verso

  1. A S. Maria di leuca.
  2. Otranto.
  3. Ora Saseno.