Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/159

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libro sesto 151

gono altresì che questi coloni non poterono fermarvi il loro soggiorno; sicchè partendosi di colà trasferironsi nella Bottiea. In progresso di Tempo questa città governata da re perdette molta parte del suo territorio che le fu tolto dai Lacedemoni sotto la capitananza di Falanto. Nondimeno quando egli fu discacciato da Taranto, i Brentesini lo accolsero, e dopo la sua morte l’onorarono di una splendida tomba. Del resto, la città di Brentesio ha migliore territorio dei Tarentini, leggiero e fruttifero assai; oltrechè il mele e la lana di quel paese sono de’ più lodati. Aggiungasi che Brentesio ha più comodi porti di Taranto, giacchè una sola bocca chiude dentro di sé molti porti sicuri dalle tempeste; ciò sono parecchi seni del medesimo golfo: sicchè nella figura somiglia alle corna d’un cervo, d’onde poi ricevette anche il nome: perocchè tutto il luogo insieme colla città somiglia grandemente alla testa di un cervo; e nella lingua de’ Messapii la testa di un cervo chiamasi appunto Brentesio. Il porto di Taranto invece non è al tutto sicuro dalle tempeste per essere la sua bocca, assai larga, ed avere nelle sue parti più iutime alcuni bassi fondi. Ancora a coloro che fanno il tragitto partendo dalla Grecia e dall’Asia, la navigazione diritta è verso Brentesio; e però di quivi passano tutti quelli che si propongono di andare a Roma. Due poi sono le strade da Brentesio a Roma; una per la quale si può viaggiare co’ muli attraversa i Pencezii detti anche Pedieli, i Daunii e i Sanniti fino a Benevento; e lungo questa