Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/183

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libro settimo 175

grigi capegli, abiti bianchi, mantelli di carpaso1 affibbiati, cintura di rame e piedi scalzi. Costoro armate di coltelli facevansi incontro ai prigionieri pel campo, e dopo averli incoronati li conducevano ad una caldaia di rame, capace di circa venti anfore. Quivi era una scala sulla quale montava la sacerdotessa, e tagliava la gola a ciascun prigioniero di mano in mano ch’essi venivano sollevati al di sopra del lebete, e dal sangue che ne colava nel vaso ne cavavano una certa divinazione. Frattanto altre sacerdotesse tagliavano i cadaveri e dalle viscere predicevano la vittoria ai loro connazionali. Nelle battaglie poi battevano certe pelli stese sui graticci dei carri, per modo che se n’alzava un orrendo frastuono.

Fra’ Germani adunque, come dissi, i settentrionali abitano lungo l’Oceano. Di costoro poi si conoscono quelli che cominciano dalle foci del Reno e van sino all’Albi; e fra questi i più noti sono i Sicambri ed i Cimbri: quelli al di là dell’Albi presso all’Oceano ci sono sconosciuti del tutto. Perciocchè non sappiamo che nessuno degli antichi abbia mai fatto per mare quel viaggio verso le parti orientali fino alla bocca del Caspio; nè i Romani procedettero punto a’ luoghi più in là dell’Albi. E nè anche per terra nessuno fece un tal viaggio. Ma argomentando dai climi e dalle distanze parallele, si scorge manifestamente che chi andasse verso

  1. Il carpaso era una specie di lino proprio della Spagna e dei dintorni di Tarragona, del quale facevasi una tela sottilissima.