Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/200

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
192 della geografia di strabone

nia di Nomadi, uomini giusti. Ed Eforo dando ad Anacarsi il nome d’uomo sapiente, dice che appartenne a questa nazione, e nondimeno fu considerato come uno dei sette sapienti a cagione della perfetta sua modestia e prudenza: e inventò lo strumento con cui destasi il fuoco, l’àncora con due becchi, e la ruota del vasaio. E questo io dico, ben sapendo per altro ch’Eforo non dice sempre il vero, principalmente dov’egli parla di Anacarsi. Perocchè e come potrebbe la ruota predetta essere invenzione di Anacarsi, quando la conobbe Omero più antico di lui?

                             Come rapida ruota che seduto
                             Al mobil torno il vasellier rivolve1.

E questo sia detto per dimostrare che giusta una comune tradizione, così dagli antichi come dai moderni fu creduto, che i Nomadi più divisi dall’abitazione degli altri uomini vivessero di latte, senza ricchezza di sorta, e con grande giustizia; nè furono punto un’invenzione di Omero. E rispetto ai Misii, dei quali questo poeta fa menzione, si può a buon diritto domandare Apollodoro, s’egli stima che anche questi siano fantasticati da Omero, o se crede invece che alluda a quelli dell’Asia interpretando a sproposito il testo, come abbiamo già detto. Che s’egli li considerasse come popoli immaginarii, asserendo che nella Tracia non si trovino Misii, direbbe contro il fatto: perocchè anche in questa nostra età Elio Cato trasportò dall’opposta

  1. Il., lib. xviii, v. 600.