Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/212

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204 della geografia di strabone

di Paflagonia detto Carambi, il quale divide il Ponte Eussino in due mari, riducendolo da una parte e dall’altra a uno stretto. Ed è Carambi a due mila e cinquecento stadii dalla città de’ Chersonesi, ma assai meno distante da Criu Metopo: però molti di coloro i quali navigarono quello stretto, affermano di avere veduti nel tempo stesso d’ambe le parti i due promontorii.

In questa parte montuosa della Tauride avvi anche il monte Trapezo1, d’ugual nome con una città situata presso la Tibarenia e la Colchide. Avvi anche un altro monte, il Cimmerio; denominato così da’ Cimmerii che un tempo signoreggiarono nel Bosforo, d’onde poi chiamasi Bosforo Cimmerio anche tutta quella parte dello stretto che comunica colla bocca della Meotide.

Dopo la detta parte montuosa giace la città di Teodosia che ha una fertile pianura ed un porto capace di ben cento navi: e questo fu un tempo il confine tra il territorio dei Bosforiani e quello dei Taurii. Ed è fertile anche il paese che viene appresso fino a Panticapea, metropoli dei Bosforiani, situata sulla bocca della palude Meotide. Lo spazio fra Teodosia e Panticapea è di circa cinquecento stadii; tutto paese abbondevole di frumento, con borghi e con una città munita di buon porto, denominata Ninfeo. Rispetto poi a Panticapea è un colle tutto abitato nel suo circuito di venti stadii: e dalla parte di levante ha un porto con arsenale ba

  1. Il monte Mankup. La città poi è Trebisonda.