Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/219

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libro settimo 211

l’istmo e verso i due mari Adriatico e Pontico: cioè verso l’Adriatico i popoli illirici; verso l’altro fino alla Propontide ed all’Ellesponto i Traci, e alcuni Sciti e Celti ad essi frammisti. E conviene far principio dall’Istro a parlare de’ luoghi che tengono dietro a quelli pei quali siam venuti finora aggirandoci: tali sono quelli contigui all’Italia, alle Alpi, ai Germani, ai Daci ed ai Geti. E si potrebbe forse dividere in due questa parte d’Europa, quando i monti d’Illiria, Peonia e Tracia sono in qualche modo paralleli all’Istro, e formano quasi una sola linea che attraversa il paese dall’Adria fino al Ponto: sicchè dalla parte settentrionale trovansi i luoghi fra l’Istro ed i monti predetti; dalla parte di mezzogiorno stanno l’Ellade e le regioni circonvicine, abitate da barbari sino ai luoghi montuosi.

Vicino al Ponto è il monte Emo1 ch’è il più vasto e il più eccelso di quanti ne sono colà, e divide quasi pel mezzo la Tracia. Da questo monte dice Polibio che possono vedersi tutti e due i mari, ma non dice il vero; perocchè di quivi all’Adria v’ha una grande distanza, e molti impedimenti si frappongono alla vista.

Presso al mare Adriatico è quasi tutta l’Ardia e metà della Peonia2, la quale è anch’essa tutta elevata;

  1. Il Balkan.
  2. L’Ardia era una parte della Dalmazia presso il fiume Narenta: la Peonia poi era la parte settentrionale della Macedonia (G.).