Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/25

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libro quinto 17

madre del mare. E Posidonio afferma che il fiume Timavo, disceso dai monti, si getta in un baratro, discorre ben cento trenta stadii sotterra, poi si apre un varco vicino al mare.

Della signoria poi avuta da Diomede intorno a quel mare fanno testimonianza le isole Diomedee1, e quello che si racconta dei Daunii e d’Argo Ippio; de’ quali luoghi noi pure diremo solo quel tanto che può tornar utile alla storia, perocchè le molte altre cose, che si dicono favoleggiando e mentendo, conviene affatto lasciarle. Di cotal genere è per esempio quello che raccontano di Fetonte e delle Eliadi cambiate in pioppi lungo l’Eridano; il qual fiume non si ritrova in nessuna parte della terra, e nondimeno si spaccia come vicino al Po2. E lo stesso dicasi anche delle isole Elettridi che si descrivono situate rimpetto al Po, e dei Meleagridi che in quelle abitavano: perocchè nulla di queste cose si trova in que’ luoghi. Alcuni poi raccontano che presso gli Eneti fu stabilita una specie di culto a Diomede, sagrificandosi a lui un cavallo bianco; oltrechè si mostrano due boschi, l’uno di Giunone Argiva, l’altro di Diana Etolica, e v’aggiungono al

Strabone, tom. III. 2
  1. Le Isole Tremiti in faccia al Monte Gargano. Dei Daunii e d’Argo Ippio si troverà parlato più sotto.
  2. Comunemente si crede che Eridano e Pado (Po) fossero due nomi di uno stesso fiume: ma qui par che si accenni una diversa tradizione. E il P. Bardetti dice che l’Eridano potè essere l’Eretano, il quale scorreva presso Vicenza e si gittava poi nel Po.