Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/53

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libro quinto 45

lo1 e Narna, attraversata dal Nar che si unisce col Tevere poco al di sopra di Ocricli, ed è navigabile da barche non grandi: poi si trovano Carsuli e Mevania presso cui scorre il Tenea2, il quale porta anch’esso nel Tevere sopra barche non grandi le produzioni della pianura: poi ancora altri luoghi abbondevoli d’abitanti piuttosto perchè si trovano situati lungo quella via, che per qualche loro politica importanza; tali sono Foro Flaminio, Nuceria, dove lavoransi vasi di legno, e Foro Sempronio3.

Alla destra poi di chi va da Ocricli ad Arimini stanno Interamna, Spolitio, Æsio e Camerta4, proprio nei monti che servono di confine al territorio Picentino. Dall’altra parte5 si trovano Ameria, Tuder, città forte, Ispello e Itoro, vicina al più alto passaggio delle montagne.

  1. Non vi ha notizia di questa città; però credono alcuni che il testo sia corrotto. — Narna dicesi ora Narni, e il Nar è La Nera.
  2. Il Topino; e secondo altri le Vene di Piscignano (l’antico Clitumnus), che presso Bevagna (Mevania) piglia il nome di Timia. (Edit. franc.).
  3. Foro Sempronio è ora Fossombrone. Nuceria è Nocera; e Foro Flaminio è secondo alcuni Ponte Centesimo a sette miglia da Nocera, secondo altri Castel S. Giovanni.
  4. Cioè Terni, Spoleto, Jesi, e (secondo il Cluvier) Camerino; ma rispetto a quest’ultima gli Edit. franc. dimostrano che Camerino e Camerta dovettero essere due luoghi distinti.
  5. Cioè sulla sinistra della via Flaminia. Delle città poi menzionate subito dopo, Ameria è Amelia, Tuder è Todi, Ispello conserva il suo nome, e Itoro od Ituro non è conosciuta.