Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/54

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46 della geografia di strabone

Tutto il paese dell'Umbria è fertile, se non quanto è un po’ troppo montuosa, e somministra a’ suoi abitanti per nutrirsi più spella che frumento. Montuosa è anche la Sabina che tien dietro, all’Umbria in quel modo che questa tien dietro alla Tirrenia. Ed anche quella parte del Lazio ch’è vicina a costoro ed ai monti Apennini è anch’essa di suolo scabroso. Queste due nazioni pertanto1 cominciano dal Tevere e dalla Tirrenia, e si stendono fino ai monti Apennini verso l’Adria, inoltrandosi obliquamente: e l’Umbria anch’essa si stende nella medesima direzione fino al mare. E tanto basti aver detto intorno agli Umbrii.


CAPO VI.

Descrizione della Sabina.


I Sabini abitano un paese angusto, il quale stendesi in lungo per mille stadii dal Tevere e dalla piccola città di Nomento2 sino ai Vestini: e posseggono alcune città piccole e rovinate dalle guerre continue, come a dire Amiterno, e Reale nelle cui vicinanze trovansi il borgo d’Interocrea, e le acque fredde di Cotilia buone da bere ed anche da bagnarvisi per guarire di certi mali3. Appartiene ai Sabini anche

  1. Il Lazio e la Sabina.
  2. Lomentano.
  3. Di Amiterno veggonsi ancora le ruine presso alla piccola città di san Vittorino alla sinistra del fiume Aterno. Reate è Rieti. All’aulico Interocrea corrispunde il luogo dello ora Interdojo o Interdoco.