Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/83

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

libro quinto 75

felice sopra ogni altro. Le stanno d’intorno fertili colline, e i monti de’ Sanniti e degfi Osci. Antioco dice che quella regione fu abitata dagli Opici; e che questi si chiamarono anche Ausonii: ma par che Polibio sotto questi due nomi intenda due popoli diversi, dicendo che gli Opici e gli Ausonii abitano il paese intorno al Cratere. Altri dicono invece che da principio la Campania fu abitata dagli Opici e dagli Ausonii, i quali poi ne furono discacciati da una nazione di Osci; questi da’ Cumei, e i Cumei da’ Tirreni: perocchè a motivo della sua fertilità quel suolo fu molto combattuto. I Tirreni v’ebbero dodici città, e quella che n’era come capitale denominarono Capua. Ma voltisi poi per troppa abbondanza al vivere mollemente, come prima erano stati espulsi dal paese vicino al Po, così cedettero anche questo ai Sanniti, i quali col tempo ne furono discacciati dai Romani. Della bontà di quel suolo v’ha questo indizio, ch’ivi sa raccoglie il frumento migliore: io dico quel frumento del quale si fa un condro1 migliore di ogni riso, e per dir breve, di qualsivoglia altro cibo composto di grano. Raccontasi che alcuni campi di quella regione sogliono seminarsi ogni anno due volte di spelta2, e una terza volta di panico; e che alcuni producono altresì de’ legumi in una quarta seminagione. Anche il vino migliore sogliono trarlo i Romani dalla Campania, come a dire quel di Salerno, lo Statano e il Caleno, ai quali non cede oggimai il Sorentino, sendosi da poco tempo

  1. Il significalo di questa parola χόνδρος non è ben noto.
  2. τῇ ζέᾳ