Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/207

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8. 95E durante questa rasseg-aa, Scillia di Scioae; il piii gran palombaro del suo tempo, e che, dopo il naufragio avvenuto contro i gioghi del Pelio, avea ripescate nel mare tante ricchezze ai Persiani, e tante acquistatene per se proprio; questo Scillia, dico, che già piii volte aveva cercato di passare agli Elleni, non trovò però mai al suo .divisamento occasione piii propizia che allora. Qual modo però egli tenesse in effetto per pervenire dalla costa di Afeta fino agli Elleni non potrei dirlo precisamente; ma mi meraviglierei molto se fossero vere le voci messe in giro su questo fatto. Perchè ci si vorrebbe far credere: che costui, cacciatosi sott’acqua nel partire da Afeta, non riapparisse piii fuori prima di essere arrivato ad Artemisio. Onde avrebbe percorso nel detto modo ottanta stadi incirca di mare. E molte altre cose si narrano di tal’ uomo, quali sanno del favoloso: ove però la favola si mescola a qualche vero. Ma nel caso particolare che ci trattiene, io, per verità, inclino a credere che Scillia facesse in barca il tragitto da Afeta ad Artemisio, Giunto poi egli ad Artemisio, espose subito ai condottieri greci tntte le particolarità del naufragio soflferto ultimamente li&lle navi di Serse, e li ragguagliò al tempo stesso della spedizione testé ordinata per girare l’Eubea.

9. In seguito alle quali informazioni, i Greci si misero

» consultare fra loro, e dopo lungo dibattimento, vinse

’I partito; di restar fermi tutto quel giorno, e porzione

anche della notte, ad Artemisio: ma che. trascorsa la

mezzanotte, si dovesse movere incontro alle navi che

giravan l’Eubea. In appresso però, vedendo che nessuno

dei nemici faceva atto di assalirli, e cólta come

opportaoa all’effetto l’ora del vespro, si spinsero risoluti cotAxo

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