Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/261

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49Dasso; e fra questi Pedasi, dicono che si avveri il seguente prodigio. Che, cioè, quando i popoli finitimi sono minacciati di qualche sventura, cresce prolissa la barba illa sacerdotessa di Minerva. Il qual tatto, si vuole che si sia già ripetuto due volte (32).

105. Il suddetto Ermotimo, dunque, era Pedasico di sua nazione, e gli avvenne di fare, contro un uomo che i’avea offeso, la più grande vendetta onde ci resti memoria; essendo egli stato preso da fanciullo in guerra, e poi venduto a un certo Panionio, cittadino di Chio, il quale sostentava la vita con un turpissimo guadagno. Imperocché, quanti fanciulli gli avveniva di comperare, altrettanti esso castrava, vendendoli poi a gran prezzo nei mercati di Efeso o di Sardi. Tanto erano presso i Barbari più valutati in commercio gli eunuchi degli altri uomini, per la maggior fede che essi ispiravano! E la stessa offesa, dunque, che Panionio aveva fatto a molti altri; campando di ciò la vita; la fece anche ad Ermotimo. Il quale non fu contuttocib infelice per ogni parte. Perchè essendo egli pervenuto da Sardi, insieme con altri doDi, fino al re, sali a poco a poco al primo grado fra gli eunuchi di Berso.

106. Nel frattanto poi che il re, guidando il suo esercito contro Atene, si tratteneva a Sardi; avvenne che Ermotimo avendo dovuto recarsi, per non so qual suo negozio, in Atarneo, città dei Chii nella Misia, si imbattè casualmente in Panionio. Ed avendolo ravvisato, lo affrontò di presente con molte e graziose parole; specificandogli in primo luogo tutti i- vantaggi di cui era a lai debitore, e promettendo quindi di volergliene mostrar