Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/297

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di una importanza mariltima tanto miaore. Né deve neanche tacersi, ebe l’incÌBO del periodo riguardante i Sicionl, rìaccoDciato secondo la ttrtione del Moller, consuona meglio, grammaticamente parlando, eoirìDciso che lo precede. Ma ci vorrebbe però la ripetizione del verbo nell’ìnciao ausaeguente, per cansare il pericolo che gli si dia altrimenti un senso che non ò il suo. Comunque poi si voglia giudicare e appi-ezzare l’esposta opinione di 0. Mlillèr, resterà sempro t«ro; che non è questo certamente il primo caso io cui i calcoli di Erodoto non tornano esatti. E delle sue contraddizioni aritmetiche abbiamo gi& dovuto occuparci pili di una volta; come, p. es., a proposito dell’ordine dei tributi stabilito da Dario, a proposito del numero dei paratangM nella strada regia di Sqs.i, od in altri luoghi.

X. \4. ióvTÉi; oÓTOi, ttXi’iv ’Epuiovéoiv, Atupixóv te kuI MaK€f)vòv ftvo^, il ’EpivtoO T€ Kol nivòou KOX jf^ Apuoitiòo? ìioTaTa ópiiri9^vKi;.... <EavaOTdvT£5 (ij 43).

/ quali popoli tutti ( Lacedemoni, Corinti, Sicionl, ecc.), dagli Srmioni in fuori, sono di stirpe dorica e maendonica; « però pròMnienti ultimamente dalle città di Pindo e di Erineo-, dalla Driofiie in una parola. Ma gli Ermiont sono Driopidi di loro nasione. Driopidi cacciali da Ercole e dai finitimi ifali fuori di quella ttrra, che ora si chiama Doride.

I Driopidi d’Ermione (insieme probabilmente con tutti gli altri Driopidi sparsi sulle coste meridionali dell’Argoliile) sarebbero, secondo Ottofredo Miiller, caduti assai tai-dl nel dominio dorico di Argo, cioè, presso a poco ai tempi stesei in cui ci cadde la citt& di Ornoa. In altri termini, sulla 50’ Olimpiade corrispondente all’anno 580 a. Ge»ù Cristo. E però faciimnnte si spiega, come questi Driopidi peloponnesl conservassero sempre, agli occhi di Erodoto, tanta parte della vitalitA primitiva, e contrassegni cosi chiari e spiccati dell’antico essere nazionale, da meritare nn luogo proprio nella sua etnografìa. Come potrà anche meglio vedersi al Capo 73° di questo medesimo Libro. R paro ancora che la soggezione dei Driopidi dell’Argolide dalla metropoli lasciasse loro una larga dose di autonomia, so poterono spedire in proprio nome Irò navi nella impresa ellenica contro Persia. 11 surriferito passo di Erodoto poi, combinato con quanto egli medesimo dice al Capo 56" del Libro l, porgo il principale fondamento alla tradizione, secondo cui i Dori, quando si trapiantarono dsll’Estieotide alle pendici meridionali dell’Età, congiungevano al nome di Dori quello eziandio di Maredni, o Macedoni che dir si vogtiano. E qui alcuni critici raccomandano di non confondere, per caritA, questi Macedoni dorici con quegli altri Macedoni, che discendevano dalla colonia argiva, stabilitasi primieramente, sotto la guida «lei Temouidi, in un angolo dell’antica Ematìa; e di là allargatasi per