Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/305

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tempo della guerra persiana. Poi, un po’ più sotto, ai Cinurt si l’appellativo di Ioni, usurpandosi eridontemeate anche qui dal ’padre della Storia, come egli fa al Capo 56° del L. I, il nome di Ioni come sinonimo di Pelasghi. Al contrario di quanto avviene, p. e., al Capo 94° del L, VII e al Capo 44’ del L. Vili; dove comparendo Ione figlio di Xuto, quale progenitore di Ioni, questi Ioni rientrano necessariamente ( anche per tostimonianza erodolea } nel ciclo ellenico. Ma perchè Erodoto (nel luogo che dichiariamo), dopo avere assimilati, quanto all’autottonia dell’origine, Arcadi e Cinurt, soggiunga poi, che per i soli Cinuri sopravviveva tuttavia il nome ioniro, ossia, pelatgiro, nel Peloponneso; non ù, per dire il vero, cosa molto spiegabile.

Osserverò in appresso, che laddove Erodoto in questa descrizione d«i vari popoli in cui si divideva il Peloponneso, non tiene nessunissimo conto delle antiche popolazioni, acheich’’, ioniche, eoliche, rimaste, in vario grado e con diverse forme, in podestà dei Dori con^luistatori; assegna nonpertanto un luogo speciale ai Cinuri, quantunque non costituissero neppure essi un popolo libero e di sua ragione, ma fossero ridotti (secondo l’espressione erodotea) alla condizione di orneati e di perieci. Valga però in qualche modo anche per i Cinuri lo stesso discorso che abbiamo fatto altrove in proposito dei Driopidi dell’Argolide. Imperocché anche i Cinurt, nonostante l’oppressione e gl’influssi esteriori, conservavano (si vede) agli occhi di Erodoto, (anta parte della vitalità primitiva, e contrassegni cosi chiari e distinti dell’antico ossero nazioualo, da meritare un luogo proprio nella sua etnografìa. Quando poi Erodoto dice, che i Cinurt erano ridotti alla condizione di orneati e di perieci, dobbiamo conliderare qui introdotta la parola perieci niente altro che come una lamplice spiegazione aggiunta alla parola antecedente orneali. Allorché, infatti, nella 50’ Olimpiade, ossì.i, nell’anno 580 a. C, anche ia montuosa e forte città di Ornea, dopo avere conservata a lungo la propria indipendenza, dovette cedere finalmente alla prepotenza ar^ giva e farsi suddita d’Argo, trasformando i suoi cittadini in perieci della metropoli; segui {a quanto pare) che d’allora in poi nell’Argolide, omenti e perieci significassero come una cosa sola. Ma ciò che mi è duro ad intendere si è, come i Cinuri potessero da Erodoto rappresentarsi, mentre scriveva, quali orneati e perieci di Argo, nel mentre sappiamo che fino dall’a. 544 a. C, e in seguito alla celebre battaglia di Tirea, la Cinuria era rimasta definitivamente alla devozione di Sparta.

Si badi, infine, che sotto il nome dei LemnI, annoverati da Erodoto fra le popolazioni peloponneaie; si devono intendere quei Miniesi che, «..eodo stati costretti a lasciare dopo la loro sedizione la LacedemoBÌa, si trasferirono in parto nella Trifllia. E Erodoto li chiama LemnI dall’antica lor patria, da Lemno; donde si sa che furono sbandeggiati dai Pelasghi del monte Imetto, quando questi dovettero esulare da