Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/310

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meotef Non trovasi già tale incong^ruenia al Capo 175’ del Libro I dove invece ai dice con pienezza e con correzione: fiaav 2,é TJrfiank^

oIkoOvt€5 aÙTotoi T€ kqì Toioi nepioiKOiat, f\ Upeir) rri^ ’Atìrivoln?

■mlìfxuva M^ov 5(JX«t N. 33. end hi drxoO £oav ZuMTi^poi; itXiìiovtei; oi 0dppapot, k. t. V {§ 107). Giunti poi che furono i Barbari presso al capo Zottero, ecc.

Il capo Zostera, nome che grecamente significa cintolo, dal cintolo di Latona, la quale insieme con Apollo e con altri Numi aveva qaiv’ culto ed altare; incoutraBÌ al sad-est del porto del Palerò, circondato appunto (come deve intenderai, e come io ho voltata la frase erodota^ àvoT€Ìvouai fàp fiKpai XeirToi Tf|<; i^neipou) di piccoli scogli sporgtnti ’a modo di altrettante isolette. Esso poi forma, coU’altro capo ptf meridionale di Astipalea, un seno arcuato lungo quella spiaggia at" tica che sì prolunga giù fino al capo Su aio.

N. 34. ’Q(, bi. ouToi ol dvETvuiOfiévoi fiaav, aùrlKa nera toOto ó 9« ^lOTOKX^r)( fivbpai; dirénenne fxovTo? itXotov, Toloi éirioTCuac <nj^

01 (ièv, taOra ormiVavifi;, dnénXujov òniouj (§ 110).

E dopo avere persuasi gli Ateniesi, Temistocle tnandò mbilo alcuni uomini sopra una barca al re, sicuro che tali uomini, nep’ pure sotto l’aiione dei tormenti, avrebbero mai rotto il segreto

dell’ambasciata F dopo avere esposto questo messaggio, Sicinno

cogli altri se ne tornarono subito indietro.

La frode di Temistocle, narrata da Erodoto nel luogo citato, è confermata, nella sostanza e nelle circostanze, anche dalle testimonianze di Diodoro e di Giustino. Tucidide pertS, seguito da Cornelio Nepote, invece di parlare di un segreto messaggio, parla di una lettera diretta da Temistocle a Serae; cosa ritenuta dal Valkenar e aa altri dotti, poco credibile. Ma il citato passo di Erodoto ci fa correre naturalmente il pensiero a quell’altra lettera, che, per testimonio del medesimo Tucidide (I, 138), Temistocle mandò dal suo asilo d’Argo ad Artaserse, figlio di Serse, quando si vide sul punto di dover lasciare definitivamente il suolò della Grecia. Nella qual lettera Tastuto ateniese ripetea precisamente gli atessi vanti, gli stessi meriti da sa acquistati verso la Persia, che Erodoto mette in bocca a Siciao nel luogo surriferito.

N. 35. nX(l)ovTa he niv dvE^ov ZTpunovlrjv OnoXapetv ptéxcev «al icuMOTinv K. T. \. (g 118).

Poi agifiungono, che si levò nella traversata un furiosissimo vento strimonio, ecc.