Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/352

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insipida vittoria, lanciò contro gli Elleni la propria cavalleria. Il cui urto sg-ominava tutto l’esercito nemico, io grazia specialmente dei dardi e dei giavellotti ond’erano armati i cavalieri persiani, e che rendevano impotenti i Greci a combatterli da vicino. Ma i cavalieri persiani in questa occasione sconvolsero anche e otturarono la fonte Garga6a, donde tutto l’esercito greco prendeva acqua. Alla qual fonte, per verità, i soli Lacedemoni eraoo collocati dappresso; e le altre milizie elleniche trovavansi distribuite a qualche intervallo dalla fonte, e in vicinanza piuttosto dell’ Asopo. Ma posciachè esse furono escluse dal fiume dal continuo saettare della cavalleria nemica, divenne generale il concorso verso la fonte per attingere da essa quell’acqua che non potevano piii prendere altrove.,

50. Stando, dunque, le cose in questi termini; e dibattendosi l’esercito greco fra il doppio travaglio delia deficienza dell’acqua e degli assalti della cavalleria; Pausania chiamò sulla sua ala destra i capitani ellenici a parlamento atBne di conferire con esso loro di questi cose e di altre. Imperocché eravi un’altra afflizione anch« peggiore delle predette, e stava nella mancanza dcH’ vettovaglie: e i famigli che erano stati spediti nel P^" loponncso per trasportarle, avevano sempre chiusi i paS’’ dalla cavalleria, e non potevano mai raggiungere ^" alloggiamenti.

51. L’esito poi del consiglio fu; se per quel giorno ’ Persiani sospendesser le oflfese; di ritirarsi nell’isola. L3 quale dista dieci stadi dal fiume Asopo e dalla fonte Gargafia, dove allora accampavano, e sta proprio in