Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/369

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(■ -357 jdi tale grandezza e splendore da parere un miracolo; e ìg\i Dei ti concessero di conseguire, colla liberazione di Grecia, una gloria non mai veduta. Ma devi fare anche il resto; acciocché una gloria sempre maggiore ti attenda, e non ci sia più nessun Barbaro, il quale osi quind’ innanzi di oltra^rgiare per primo la Grecia. Posciachè Leonida cadde alle Termopile, Mardonio e Serse gU troncaron la testa e poi l’affissero a un palo. Rendi la pariglia a Mardouio; e gli Spartani con tutti gli altri Greci ti esalteranno di lodi: con Mardonio impalato, tu vendichi appieno la memoria di Leonida tuo zio paterno. Così parlò Lampone credendo di gratificarsi Pausania.

79. Alle quali parole così Pausania rispose: ospite cgineta, io lodo il tuo buon animo verso di me e la tua preveggenza; ma i principi del tuo discorso sono sbagUati. Imperocché, dopo avere lodato a cielo me, la mia patria, le mie operazioni, tenti di sprofondarmi nel nulla, incitandomi ad insultare un cadavere, e dicendo che in questo modo io potrò qualche cosa aggiungere alla Olia fama. Ma queste sono azioni da Barbari e non da Greci: ed è appunto per costumi di questo genere che «88i ci sono principalmente in fastidio. Né io mi curo di Certo di ottenere per tal riguardo la grazia degli Egioeti, e di quelli che pensano come loro: ma mi basta di avere l’approvazione dei Lacedemoni, informando a giustizia le mie azioni e le mie parole. In quanto poi a Leonida, che tu vorresti che io vendicassi, credo che egli sia stato già ampiamente vendicato; e colla strage fatta di Barbari innumerevoli, furono già placate abbastanza le anime j di Leonida e degli altri Greci che perirono alle Termopile. Tq poi, non ti arrischiare mai più di venirmi in- 1

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