Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/441

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mati ciechi di Megabazo, IV, 144; cadono in potere di Otaiie,

V, 26.

C&lcedoni, VI, 33; IV, 144; chiamati ciechi da Megabazo, IV, 1-14; cadono in potere di Otane, V, 26.

Calcidesi, devastano le terre littorali dell’Attica, V, 74; sconfitti dagli Ateniesi in Enbea, V, 77; aiutati dai Saml contro frli Eretriesi eii i Milesi, V, 90; occupano Olinto, VII, 127: comiiattono nell’esercito de’ Greci a Platea, IX, 28.

Calcldlca, stirpe, VII, 185; Vili, 127.

Caldaio, forniato di punte di dardi, IV, 81; altro caldaio, consacrato da Pau.<iania all’i n^rresso del Ponto, ioi.

Caldei, popolo assirico, VII, 63.

Caldei, sacerdoti di Giove Belo in Babilonia, I, 181, 183.

Calcstra, città della Macedonia, VII, 123.

Calibi, popolo deir.\rmenia, sottoposto a Creso, I, 28; come armati nell’esercito di Serse, VII, 76.

Callatebo, città della Lidia, VII, 31.

Calila, vate Eleo della stirpe dei lamidi, V, 44; fuggendo da Teli tiranno di Sibari, ripara ai Crotoniati, V, 44, 45.

Calila, figlio di Fenippn e padre d’ipponico, nemico di Pisistrato,

VI, 121.

Calila, figlio di Ipponico, messaggero degli Ateniesi ai Persiani,

VII, 151.

Calllade, Arconte, ateniese. Vili, 51.

Camerate, Spartano, suo valore, e suo detto memorando, IX,

72; suo sepolcro presso i lacedemoni, IX, 85. Callimaco di Aildna, Folemarco degli Ateniesi, VI, 108, 110,

111; combatte da prode e muore nella battaglia di Maratona,

VI, 114.

Callipidl, popolo misto di Greci e di Sciti, IV, 17. Calllpolltaiii, cittadini di Gallipoli in Sicilia, VII, 154. Calllste, denominazione più antica dell’isola di Tera, IV, 147. Calvi, nome dato da Erodoto agli Agrippei. montanari della

Scizia, per essere tutti calvi dalla nascita, IV, 23, e seg.;

percliò rarissimi in Eg-itto gli uomini calvi, III, 12. Calidnì, abitanti delle isole Calidnie lungo la costa di Caria,

VII, 99.

CalindiB, nella Caria, I, 172.

CalliHli, abitanti (lolla (^-ilindia. Vili, 87.

Camarina, città della Sicilia, appartenuta ai Siracusani e da essi ceduta poi ad Ippocrato, VII, 154; distrutta da Gelone. VII, 156.

Camhlse. padre di Ciro, I, 46, 107, 112, 207; VII, 11; sposa Mandane figlia di Astiage, I, 107.

Cambise, figlio di Ciro e di Cassandane, figlia di Farnaspe della famiglia degli Achemcnidi. II, 1; 111, 2; succede al padre nel regno di Persia, ed ordina un pubblico lutto per la madre già morta, II, 1; errano gli Egiziani, afi"ormandoio