Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/563

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Faeche, sacre ad Iside, e però venerate sommamente dagli Egiziani, che non le immolaDo mai, II, 41; e al pari degli Bgiziaui, si astengono dal cibarsene i Libi nomadi e le donne di Cirene, IV, 186 (cf. II, 18); vacca di legno dorato, fatta costrurre da Micerino per sepoltura della sua unica figlia, II, 129-132.

Tallo, formalo dai Persiani coi loro scudi intrecciati, IX, 61, i,9, 102.

Vati clie accompagnano un esercito, VII, 121; IX, 33 (V. AmJili(o ed Elide); gran numero di vati o indovini presso gli Sciti, IV, 67; loro riti e modi speciali di divinare, IV, 67, 68; cond.’inna di cotesti vati quando siano giudicati non veridici, IV, 09; modo di ricercan.; i vaticini praticato dai Nasamoai, IV, 172.

?eneti Illirici, come i Babilenesi, costumauo offrire alla pubblica vendit^i le donzelle da marito, I, 106.

Tenere, chiamata Miliita dagli Assiri, AUtla dagli Arabi, e Milra dai l’ersiani, I, 131; Venere Urania, e suo tempio antichissimo in Ascalona, devastato dagli Sciti, 1, 105; Veaere Urania, chiamata dagli Arabi Aiilat, III, 8; e dagli Sciti Arlimpaxa, IV, 59; debito che ogni donna di Babilonia è tenuta di pagare a Venere, I, 199; Venere ospite, adorata in una cella dentro il tempio di Proteo in Memfl, II, 112; tempio di Venere in Atarbechis, nell’isola di Prosopitide, II, 41; templi di Cipro e di Citerà, derivati da lineilo di Ascalona, I, 105; Venere insegna agli Enarei il loro modo speciale di divinare, IV, 67.

Tento strtiuonio, VIII, 118; vento ellespontiaeo. Vili, 188; venti etesi, se possano essere la vera causa de’ singolari accidenti del Nilo, II, 20; vento australe, che seppellisce sotto lo sabbie del deserto l’esercito di Cambise, IH, 26; gli Psilii fanno una spedizione contro il vento di mezzogiorno, e periscono tatti quanti sepolti sotto le sabbie, IV, 173; i Persiani fanno sacrifici ai venti, I, 131; Menelao immola due fanciulli egiziani per placare i venti contrari, II, 119; i Magi placano i venti con incantagioni, VII, 191; cullo dei venti, VII, 178, 188, 189.

Testa, nume principalissimo degli Scili, IV, 59; la chiamano Tabiti, ìpì; la considerano come loro regina, IV, 127; e