Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/233

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NOTTE. 207

Sa 1 mali della vita un denso velo»
Si stenda, e iuimaginiam che a 9 nostri cenni
Serva sia la fortuna. E che son mai
Quei che opulenti son, gli augusti, e grandi
215Quelli che cingon trionfale alloro?
11 mortai più felice a me pù svela»
Gli affanni dei viventi. Oggi son lieti,.
E più infelici assai de’ loro schiavi
Miratisi al dì che vien • Nel dì funesto >
220DelJa necessitade il fiato aspetto
Lascia felicità,- lascian gli amici,
E gl’immergono un ferro in mezzo al core *
Quanto poveri son tra quei tesori,:: 4
E cinti 4i poter, qual impotenza! - * -’"
225Crudel tormento in se nascondon tutti. *
Que’ titoli superbi, ed al furore*.
Della tempesta la virtù soltanto
Ancora fida ©ppon. Sì; questa sola
De* marosi spumanti in mezzo all’ira Trova
230speme, conforto, e nella tomba v
Come in amico porto entra costei. >
Stringer, Lorenzo, io Volli in m iato gru p 4
Tutti i mali dell’uom. Se in varie scene.
Io te gli offrissi, e sotto aspetti varj,
235Lo spettacol sarebbe assai più tristo.
Gemito più polente ancor dal seno
Fia, che tu mandi, se con rocchio segui
L’uomo ne’ tempi di sua varia etade;
E sul tuo figlio iovuo’, che il guardo arresti
240Questi è il figlio miglior, ch’ottimo padre
Sperar potesse, e genitrice amica
Di rigida virtude: il vero.or leggi
Nella sorte di lui. Sebben dell’uomo
Sia di macigno il cor, tenero in seno *
245flia sempre un genitore. Un tristo rero,
Mirato quando al figlio ancor s’adatta,
Più profondo s’imprime in cor del padre:
Tu dal paterno amor frutto trarrai.
Era già pachi dì Fiorello un ente