Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/329

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NOTTE. 303

In quegli omaggi, che porgete al cielo
Placidi sempre, da sublime volo,
O d’estro acceso, o d’infiammato core
260La vostra calcia credereste offesa.
Lungi que’ molli precettori inetti,
-Che in vii gelida prosa i sacri dogmi
Spiegano di virtude, e mai dal seno
Quella, onde Palina lor fero serrile,
265Pigra stupidità scuoter non sanno.
Questo tema trattando, all’uom permessa
D’accendersi non è? Sol la ragione
Avrà dritto a temprar la sagra cetra,
E l’estro animato* sarà delitto?
270Anzi grave delitto in questa tema
È rimaner tranquillo; in questo fassi
Ragione il Caldo affetto, ed è saviezza
Il fervido trasporto . Àura gradita
Forse tramanda a noi P arabo incenso
275Quando acceso non, è? Perchè l’inverno
Di cadeatc vecchiezza il genio mio
Stupido rende, e la. mia Musa agghiaccia?
Perchè piti puro cor non chiudo in jseno?
Perchè non ho più vigorosi accenti?
280Empia quasi di vien quella pietade, .
Che sol tepidi, affetti al cielo invia;
Ma se Palma s’accende, e si solleva
Sull’ali sue di foco, allora all’uomo
Eco feritosi fan gli eterei spirti,
285Ed accordan su in ciel le cetre aurate
Con quegli accenti, ch’ei dal cor tramanda.
Ascolto io forse, o d’ascoltare io sogno
I remoti lor snoni? ( E ben conosco,
Che discendon dal cielo. ) O l’armonìa
290Delle corde divine, in dolce moto
Di celeste pietà scesa sull’ali,
Che Palma di piacer ebbra mi rende,
Tutto il vasto universo ora traversa
Per sollevarmi in questo tristo orrore?
295La morte, ch’or per me sembra senz’arme,