Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/330

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304 VENTESIMATERZA NOTTE.

Quando, deh quando a’ lor cantici eccelsi
Introdur mi vorrà qual duce amico?
Quando di scioglier questa fragil creta,
Che da que’ sommi spirti or mi divide,
300Compier vorrà la morte? E quando agli enti
D’una stessa natura un solo albergo
La morte assegnerà? Gran tempo ancora
In esilio vivrò su questa terra
Trista, isolata, dell’umano germe
305Carcere tenebroso? Oh quanto lieto,
Quanto è felice il dì, che i nostri lacci
Frange, che libertà ci rende, e tutta
La schiara degli spirti intonso al trono
Del Genitore universal riduce!
310Questa sì dolce speme al saggio impone
Come un dover la gioja NErgi la tua
Malinconica fronte, uomo, che sei
Seguace di virthj che soffre oltraggio
Dalla tristezza tua l’Arbitro eterno.
315Mira caduto al suol 1* argin frapposto
Tra l’uomo, - e l’im mortai . vita beata
Sorgere osserva dalla tomba infranta,
Dalle triste ruine .il luminoso
Celeste trono, ove regnar tu dei,
320Nò più accuse da te soffra la morte.