Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/61

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notte 35

In quei detti mostrò quantg dovria
Setftir ciascun, che nasce, e quanto insegna ’
La ragione a ciascuno* Ella ramijiqnta
Che quel teippo, che vola, è d’ugual prezzo
Dell’ampia. Eternità, perchè dal tempo
Questa può darsi all’uomo che questo è padre
Di mirabili effetti f e ch’esso è mezzo
Unico onnipotente al vario acquisto
O del bene, 0 del mal- Di tutti i nostri
Corruttibili beni il tempo solo.
È un ben proprio dell’uom; gli altri dispensa _
Il capricci*, o la sorte: eppur dell’uomo
Lo spirito Ammortai schiavo de’ sensi y
Da’ sensi apprende a giudicar del tempo.
Queste un niente è per lui, com’è pel ciglia,
Che vederlo non paote^ e per la mano >
Inutile stromento a farne prova <#•
L’uom elle dovria tentar dal già perduto
Tempo trai- qualche frutto, anela, e suda /
Per far getto di quel che ancor gli resta *
Ei oc fa per caduchi e folli oggetti
Pacifica rifiuto, e lascia in mezzo
ÀI corso della vita ed anni, e lustri
Vueti d’ogni vaiar. Ciò non insegna
Coli* esempia natura. Ella ogni istante.
Rende attivo, feconde»* II saggio* il -giunte.
Imitator di lei fertili rende
Della vita i momenti» Il Veglio alato
Sempre desta il ritrova, e sempre intento
A misurar colla virtude i moti*
Questa è de* giorni suoi scorta $ sostegno,,.
E dà vita immortale a’ brevi istanti»
D’una vita, che fugge; ognun di questi
Fa più ricco l’uom saggio, e p$i sen vola*
Dell’ore sue signor, a quelle impone-,,:;
Severa tassa, e nel fuggir ciascuna
Va tesoro gli sborsa. Al saggio può te
Mancar possanza ad eseguir quel bene,
Che già branca il suo cor; ma ciò noa toghe