Pagina:Diario del principe Agostino Chigi Albani I.djvu/122

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A. 1832 — 114 —

Papa da S. Pietro è venuto a Monte Cavallo, di dove verso le nove di Francia è partito per andare a S. Giovanni a prendere il possesso ed assistere alla cappella. Egli è andato colla vecchia stufa e col treno del semipubblico, col Maggiordomo e Maestro di Camera nella sua carrozza senza nessuno a cavallo fuori dei soliti. Il Senato romano (per cui non era stato eretto il padiglione, come negli ultimi possessi) ha aspettato l’arrivo del Papa dentro il portone del palazzo lateranense vicino alla facciata, dì dove è uscito per fare il suo complimento. Nel portico il Papa ha ricevuto il solito omaggio, e le chiavi dal Capitolo, e quindi passato in chiosa si sono dette le preci proprie di tal funzione, cantandosi poi la messa; dopo la quale ha data la benedizione dalla loggia. Questa mattina sino a dopo la funzione è stato interdetto l’ingresso da tutte le parti della città a tutti i così detti Burrini, per timore dì qualche insolenza per parte loro.


GIUGNO


Mercoledì 6. — Due staffette giunsero ieri, ed una oggi da Ancona. Per quanto confusamente si dice, pare che le truppe pontificie, quali di pieno concerto col comando Francese dovevano entrare in quella città, non vi sono entrate per avere i faziosi, che da tanto tempo signoreggiano, eretto, si dice, un governo costituzionale, aiutati, si pretende, o da parte, o da tutta la truppa francese ivi stanziata, in conseguenza di che il comandante lo truppe nostre Lorini richiese istruzioni sulla condotta, che dovrà tenere.

Giovedì 7. — Ad Ancona non pare sia seguita un’effettiva proclamazione di governo indipendente, ma poco meno: si conferma che la nostra truppa non vi è entrata.

Domenica 10. Pentecoste. — Si è resa pubblica la sentenza del consiglio dì guerra riguardo D. Sigismondo Ruspoli per la capitolazione della fortezza di Ancona. Il medesimo è condannato a retrocedere di un grado, cioè da tenente colonnello a maggiore. Si dice che la sentenza in origine portasse l’inabilitazione a qualunque comando, e la collocazione alla coda di tutti i maggiori, ma che il Papa abbia tolte queste clausole aggravanti.