Pagina:Diario del principe Agostino Chigi Albani II.djvu/75

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— 75 — A. 1849

Giovedì 29. — E stato preso possesso formale del Palazzo di Venezia a nome del Governo Veneto, la di cui bandiera è stata posta sopra il portone grande. — Oggi circolano nuove sempre più disastrose per l’armata del Re Carlo Alberto, Esse sono troppo gravi, per non sospendere la credenza sino ad ulteriori conferme.

Venerdì 30. - Le nuove della guerra di Lombardia si risolvono in quanto appresso. Gran battaglia il giorno 23 presso Novara, con la peggio dell’Armata Piemontese, abdicazione del Re Carlo Alberto in favore del Duca di Savoia, suo primogenito; domanda di un armistizio, senza sapersi se sia stato concluso. — È disciolto il Comitato esecutivo e creato un triumvirato composto di Mazzini, Saffi ed Armellini con facoltà illimitate negli affari di guerra. — La Guardia nobile è sciolta, ammettendo i componenti la medesima a far valere i loro diritti alla giubilazione a forma di Legge.


APRILE


Domenica delle Palme 1. — Questa sera un gran raduno di gente, colle solite torcie e bandiere, è andato a fare una dimostrazione al Triumvirato; in seguito girando per Roma vi sono stati dei sassi tirati a due botteghe di Caffè (cioè quello detto degli Scacchi, e quello di Piazza Rosa)1 e anche qualche minaccia d’incendio al Convento della Minerva.

Lunedì 2. — Un’altra dimostrazione al Triumvirato ha avuto luogo questa sera. — Avendo il Maggiore Calandrelli rinunciato il Ministero interino della Guerra, la Commissione già nominata per quel dipartimento ne farà le veci.

Martedì 3. — Questa sera giravano delle pattuglie di Cavalleria, si dice, in seguito di risse, suscitatesi sino dall’altra sera ai Monti, tra abitanti di quel Rione ed alcuni individui della legione, o battaglione Mellara.

Giovedì Santo 5. — Questa sera hanno girato molte pattuglie a piedi ed a cavallo, di linea e di carabinieri, e si dice

  1. Erano caffè frequentati dagli aderenti al partito nero e quindi non visti di buon occhio da tutti quelli che ricordavano il loro governo.