Pagina:Discorso Economico sopra la Maremma di Siena.pdf/57

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tadino colle grasce l’Artiere, compensa l’Artiere coi suoi lavori il Contadino; onde resta poco altro uso della moneta, che quello, che si fa piuttosto col rame, che coll’argento, e coll’oro per provvedersi di erbaggi, di frutti, e di cose di poco valore: e l’oro, e l’argento restano liberi per sodisfare al Principe dei suoi tributi, o per contrattare con paesi lontani, o per altri simiglianti casi, dove la difficoltà del trasporto renda impraticabile il pagamento in generi di vettovaglia.

Ristretta, che siasi la moneta in questi confini, l’è facile il concepire, come acquisti eziandio un moto maggiore, e faccia credersi moltiplicata, perchè più spesso fa vedersi in diverse mani.

[Perchè col diminuirsi il denaro scemi ancora il suo frutto.] Si maravigliano molti, perchè come l’esperienza ci insegna nella nostra Città a misura, che si impoverisce, va scemando di frutto il denaro, onde se un secolo avanti costituivansi i Censi a sei, ed otto per cento, oggi bisogni contentarsi dei tre