Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/132

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CRU — 131 — CUL

Crustolar, crustular, va. bocconcellare, rosicchiare.

Cruziador, sm. crucciatore, cruciatore

Cruziamento, sm. crucciamento.

Cruziar, va. crucciare, seccare, tormentare.

Cruzieto, sm. cruccetto.

Cruzio, sm. affanno, cruccio, dolore, fastidio, noia, seccatura, tormento, travaglio.

Cruzioso, agg. adirato, cruccioso, stizzito, stizzoso.

Cuba, sf. cocuzzo, cupola.

Cubia, sf. coppia, pariglia, paio — si usa parlando d’animali, e talvolta, per giuoco, anche di persone.

Cubiar, va. accoppiare, appaiare, apparigliare.

Cucada, sf. capata.

Cucadina, sf. capatina: — „Da una cucadina in scritorio per veder se ’l fussi: = Dà una capatina nello scrittorio per vedere se ci fosse.“

Cucagna, sf. albero della cuccagna; met. abbondanza, macco; el paese de la cucagna dove chi porta magna, prov. il paese della cuccagna, dove si legano i cani colle salsiccie.

Cucai, sm. lo stesso che cocal.

Cucalina, sf. lo stesso che cocalina.

Cucar, va. e vn. agguantare; cuccare; guardare; far capolino, o cuccolino, — guatare, origliare; arrestare; cogliere; pigliare; ghermire; ricevere; scorgere; cacarle, riceverne, — venir percosso. Cucarda, sf. lo stesso che cocarda,

Cuceta, sf. cuccetta; lettiera.

Cuceti, m. avv. a cuccina: — „Fido ? qui, da bravo, subito a cuccina.“

Cuciar, sm. cucchiaiata: — „Si contenta di alcune cucchiate di minestra;“ cucchiaio; busta de erniari, cucchiaiera; va. aecovacciare, accucciare.

Cuciarada, sf. cucchiaiata. .

Cuciaradina, sf. cucchiaiatina.

Cuciarazo, sm. cucchiaiaccio.

Cuciarin, sm. cucchiaietto, cucchiaino, cucchiarino; cucchiaiuccio.

Cuciaron, sm. cucchiarone; ramaiolo, ramaiuolo, romaiolo, romaiuolo.

Cuciarse, vnp. abbassarsi, accoccolarsi, accosciarsi, accovacciarsi; — della lepre, quando ins.eguita dal cane si schiaccia in terra, e scappa poi mutando direzione-: dare un ganghero.

Cucio, sm. canile, cuccia; met. giaciglio, letto; nel senso di letto misero e vile: grabato, grabatto; agg. e avv. accovacciato; chiotto; mogio, quatto; taciturno; m. avv. chiatton chiattone, o chiatton chiattoni, — chiotto chiotto, — quatto quatto.

Cuco (far el), m. avv. fare il bue alla capanuccia, — fare il nesci, — fare le lustre, — fare l’indiano, — fare il gnorri; vedo cuco, met. barbogio, — vecchio chioccia, vecchio cucco; vedo come ’l cuco, met. vecchio quanto l’alleluia, o quanto i sassi.

Cucolo, sm. zi. cùcùlo — cuculus canorus.

Cucuch (far), m. avv, far cuccù — m. usato co’ bambini; — nel linguaggio. famigliare si usa talvolta cucuch in forza d’avverbio, e vale: no.

Cucumaro, cucumoro, sm. cedriuolo, cetriuolo, citriolo, citriuolo; esser un cucumaro, o esser verde, o zalo come un cucumaro, met. essere giallo come una frittata, — essere verde come un aglio.

Cudin, sm. codino.

Cudurul, sm. v. scherz. culo, preterito, sedere.

Cufolarse, vnp. lo stesso che crufolarse.

Cugin, sm, cugino; e quelli nati di due fratelli: cugini carnali.

Cugnà, sm. cognato.

Cugno, sm. cogno, conio, cuneo: punzone; che ga forma de cugno, cuneale, cuneato, cuneiforme; met. debito; cugno de le calze, cogno; — dei spacalegni, bietta; — che se fa le monede, bilanciere.

Cugumaro, cugumoro, sm. lo stesso che cucumoro.

Cul, sm. culo, deretano, preterito, sedere, e scherz. il bel di Roma, o il più bel di Roma — facendo allusione al più gran monumento di Roma, il Colosseo, che corrottamente, viene chiamato pure Culiseo; aver cui, met.