Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/149

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Dismeter, vn. dimettere, dismettere, smettere, tralasciare.

Dismezar, va. smezzare.

Dismisiar, vn. destare, svegliare; dismisiar i morti, prov. svegliare il cane che dorme.

Dismisurado, agg. dismisurato, eccedente, eccessivo, smisurato, fclgj’ Dismobiliar, va. smobiliare.

Dismolar, va. slegare, scignere; sviticchiare: — ’ „E’ son tanti i capreoli che non è possibile sviticchiare cotesta pianta.“

Dismontar, va. discendere, dismontare, iscendere, scenderò, smontare. :;; Dismover, va. dimuovere, dismuovere, distogliere.

Disnaturado, agg. disnaturato, snaturato.

Disnervar, vn.~ disnerbare., disnervare, snervare.

Disnidar, va. snidare

Disnovè, agg. diciannove, diecinove.

Disobligar, va. disobbligare.

Disocupado, agg. disoccupato; perdigiorni, scioperone, sfaccendato.

Disocupar, vn. disoccupare.

DisnomboJar, va. dislombare, slombare.

Disonestà, sf, disonestà, disonestade, disonestate; lascivia; oscenità.

Disonesto, agg. disonesto; impudico; lascivo; osceno; .turpe.

Disonor, sm. disdoro (Foscolo, Lami), disonore, ignominia, infamia, macchia, obbrobrio; scorno, vergogna, vituperio, vitupero; far disonor, tornare a vergogna; contar fora el proprio disonor, aver le corna in seno e mettersele in capo; viver del disonor de la molie, campare di fusa torte.

Disonorar, va. e vn. bruttare, contaminare, disonorare, macchiare; disonorar grandemente, vituperare.

Disordinado, agg. disordinato.

Disordinar, va. disordinare, ingarbugliare, scompigliare, — perturbar “l’ordine.

Disordine, sm. disordine, scompiglio, turbamento; intemperanza; stravizio; sregolatezza; de un disordine nassi un ordine, m. prov. d’un disordine nasce un ordine, — uno sconcio fa un acconcio.

Disorganizar, va. disorganizzare.

Dispacar, dispachetar, va. dispaccare, spaccare.

Dispaiada, sf spagliata.

Dispaiar, va. spagliare.

Dispalar, va. spalare.

Dispar, agg. e sm, caffo, dispari, impari; zogar par e dispar, fare a pari e caffo.

Disparar, vn. disimparare, disparare.

Dispareciada, sf. sparecchio.

Dispareciar, va. disparecchiare, sparecchiare.

Disparer, sm. discrepanza, disparere; vn. disparere.

Disparte(in), avv. in - disparte, in luogo appartato; andar in disparte, appartarsi; star in disparte,. stare appartato, — stare in cesso: Dante Inf. XXII... stien li Malebranche un poco in cesso; damar disparte, chiamare a parte, o in disparte.

Dispazio, sm. dispaccio.

Dispedociar, va. spidocchiare.

Dispegnar, va. dispegnare“, spegnare.

Dispenolar, va. sbiettare.

Dispensar, vn. esonerare, dispensare; compartire, dispensare, distribuire, scompartire.

Dispensuza, sf. dispensuccia.

Disper, agg. esm. lo stesso che dispar.

Disperà, - agg. e sm. disperato; meschino, pezzente, tapino; come un disperà, m, avv. alla disperata, — come un disperato.

Disperadon, agg. disperatissimo.

Disperar, va, disperare; vnp. disperarsi, — buttarsi, darsi, o gettarsi al disperato, — darsi alle, streghe.

Disperazion, sf. desperazione, disperagione, disperamento, disperazione; dispero; afflizione. — Una madre dirà p. e. al figliuolo scapestrato: — „ Ti ti xe la mia disperazion. = Tu se’ la mia “ afflizione.“

Disperder, va. disperdere; sbaragliare, metter in rotta; sconciarsi: